…svegliarsi aspettandosi la tempesta e trovare il sole.
…scoprire che la ragazza che ogni mattina fuori dall’albergo ti offre un giornale locale gratuito è italiana, e tu l’hai sempre salutata dicendo “hasta luego”.
…arrivare in teatro e leggere Repubblica dal tuo portatile.
…pensare che stai in un posto bellissimo, con gente meravigliosa, ed aver voglia lo stesso di tornare a casa.
…scrivere questo post, e scoprire che a casa tua probabilmente han tolto la corrente, e quindi il sito non va più e dovrai inviarlo più tardi.

…ma resta il tempo di andarsene un po’ a zonzo per la città. A Coruña è decisamente una città interessante, piena di viste abbastanza aliene. Almeno lo sono per uno come me che è abituato alle nebbie della bassa. Qui sembra che abbiano alzato la saturazione del colore al cielo ed alle cose…
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E con questa simpatica trasfertina mi cucco 4000 e passa km in una settimana. E col pensiero di doverne fare quasi altrettanti a breve. Di sicuro non rischio di dimenticarmi come si fa a guidare.
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Mesi fa, in un momento di forte carenza affettiva, mi son preso uno scatolo per ascoltare gli MP3 con dentro un hard-disk da 20G. No, non è un’Ipod, perchè a me piace far diverso dagli altri. E poi l’Ipod non ha il line-in per registrare i concerti dal vivo e questo invece sì.
Comunque. Insieme allo scatolo veniva un paio di auricolari “a collarino”, con tanto di gancetto per appendersi il coso al collo, modello sveglia. Siccome il coso pesa decisamente più di 20g, dopo un paio di prove ho deciso di abbandonare l’idea e smettere di imitare BingoBongo. Così ho comprato un paio di cuffiette. A Madrid, peraltro, ma questo non c’entra molto. Mediamente soddisfatto, ma son riuscito a perdere i gommini al silicone che coprivano gli auricolari così da renderle perfettamente inutilizzabili.
Le ho sostituite con un altro paio (graziegrazie Andy!), che suonano molto bene, sono molte comode, ma ancora non ci siamo.
Io l’affare lo uso per andarci in bici. E se le cuffiette non si aggrappano ai miei padiglioni auricolari come cozze con lo scoglio, io non pedalo tranquillo. E siccome in bici ci vado per rilassarmi, voglio pedalar tranquillo. Continua dunque l’incessante ricerca verso la cuffietta perfetta. Prossimo esperimento, cavo di prolunga per gli auricolari a collare di serie con l’oggetto. Vediamo se basta a mettermi chieto.
Sono portato ad escluderlo, ma non si sa mica mai…

Interno sera. Tavola apparecchiata. Cena. Una come tante. Il televisore continua ad urlare le sue baggianate, tollerato e considerato più che altro quando urla davvero troppo forte, per esser domato a colpi di telecomando. Una sera normale. Se non che ad un certo momento un’informazione dal flusso ininterrotto di scemenze e canzoncine sfiora la mia attenzione.

Festa del cioccolato?

E io non ne sapevo niente?
Vivo decisamente su un altro pianeta…

Ci son momenti in cui guardi una luce, un paio dei tuoi neuroni fan collisione e subito rimpiangi di non avere con te la macchina fotografica.
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Una volta ho sentito dire che un uomo prima dei trent’anni dovrebbe piantare un albero, fare un figlio e scrivere un libro. Essendo molto indietro in ognuna di queste attività, ho pensato che intanto potrei allinearmi alla moda di questo inizio secolo ed inaugurare il mio blog.

Sono certo che non sto cambiando il mondo con questo gesto. Epperò…