Qualche giorno fa volevo farmi un giro sottoterra con la morosa, approfittando del simpatico spettacolo teatrale organizzato lungo l’Aposa a Bologna. E fin qui. Approfitto quindi di un provvidenziale giro in centro per fermarmi all’Emporio della Cultura, perchè i biglietti van fatti lì. Ci trovo un’affabile signorina, con la quale intrattengo una simpatica conversazione:

Io Buonasera, mi interessavano due biglietti per lo spettacolo “Tra-Ghetto”, per stasera.
Lei Mi spiace, per stasera i posti sono esauriti…
Io Ah e quando si potrebbe…
Lei …e comunque il biglietto si può fare soltanto in orario di biglietteria, cioè dalle 12 alle 19.
Io (guardando l’orologio) Hmmm… Cioè fino a due minuti e mezzo fa?
Lei (con l’aria di chi ha fretta di chiudere, anche se deve star lì un’altra mezz’ora perchè l’orario del negozio è fino alle 19.30) Esatto!

Ho bofonchiato un “capisco” alquanto stizzito (che suonava più come un vaffanculo, lo ammetto) e me ne sono andato di fretta per non coprirla di insulti. Ora, probabilmente sono io che sono un po’ nervoso per via del caldo e tutto il resto, epperò…

Seduto in autobus, un pò rincoglionito da giorni passati a dormir poco e prender caldo. La macchina è affidata al simpatico meccanico, a cui l’ho portata con solo un’ora di ritardo sull’appuntamento che avevamo preso. Spero che la maglietta di Vergassola che gli ho regalato lo rabbonisca, anche se temo lo convincerà piuttosto ad infierire sul mio automezzo indifeso.

Pensieri scollegati, magma di sensazioni. E domani, altra levataccia. Ma di domani non mi importa. Ora contano solo il tempo che mi separa dal prossimo autobus, quello per tornare in officina, e la lucidità per decidere che fare stasera.

Queste sì che son priorità importanti.